La mattina, oltre a numerose Messe, si tiene la caratteristica "asta delle pecore", il cui ricavato viene devoluto in beneficenza.
In occasione della ricorrenza, oltre alla “promessa del viaggio scalzo” per le grazie ricevute, i fedeli recano in segno di omaggio dei grandi ceri votivi: “i cannili”. Un’antica usanza tramandata fino ai nostri giorni vuole che la festa sia dedicata alla benedizione dei bimbi.
La processione inizia alle ore 15.30 circa dalla Chiesa dei P.P. Cappuccini e, snodandosi per le vie centrali della città, si conclude a tarda sera, alle ore 24.00 circa.
Durante la processione, il corteo è più volte fermato affinché si possa permettere ai fedeli di esprimere il proprio “voto”; si assiste, tra il tripudio della immensa folla, a bordate di fuochi di mortaretti e continue svestizioni di bambini, alzati verso il cielo dalle mani di un frate cappuccino, sotto il simulacro della Madonna ed intramezzate da preghiere e canti. Un momento particolarmente toccante è sicuramente la sosta presso l'ospedale, per permettere anche agli ammalati di partecipare al rito.
Gli abiti dei bambini, offerti alla Madonna delle Grazie, verranno poi riacquistati dai genitori e le offerte ricavate sono destinate ai poveri della città. La notte chiude la festa il tradizionale "casteddu i focu" , caratterizzato da spettacolari giochi pirotecnici.




