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sabato 14 aprile 2018

LE CARTE SICILIANE

Sono simili alle napoletane, ma con dimensioni talvolta inferiori e proporzioni diverse. Anche qui, la donna prende il posto del fante. Il re di denari è detto anche matta ed ha un ruolo particolare in giochi come il sette e mezzo ed il cucù.
 I bastoni vengono comunemente chiamati anche mazze, e i denari oro. Sono di dimensioni più piccole rispetto ad altre carte regionali, le figure meno elaborate (ad eccezione dei quattro assi), ma con presenza di disegni supplementari di figure umane, animali e oggetti su diverse carte (es. sul 5 di spade, 6 di coppe, il 3 di denari con su incisa la trinacria, etc.). Il mazzo è da 40 carte e le figure sono intere.
Probabilmente sono la derivazione (con l'esclusione dei trionfi e di alcune carte numerali) del Tarocco Siciliano le cui carte sono molto simili, se non addirittura uguali, al mazzo delle siciliane. Nei primi mazzi, il cavallo di bastoni (o quello di spade) raffigurava Garibaldi, che era anche presente nel tondino centrale del cinque d'oro prima della versione con la scena di biga presa da una moneta da 10 lire del Regno d'Italia; uno dei re aveva le sembianze di Vittorio Emanuele II.
I giochi più popolari sono sicuramente la briscola, la scopa, il trentuno, il sette e mezzo, il cucù, il cinquecento e lo scopone.

mercoledì 11 aprile 2018

REPERTI SUBACQUEI

Martedi 10 aprile alle ore 10 nei locali
del Museo archeologico regionale di
Gela, sono stati presentati i reperti
subacquei recuperati dalla
Soprintendenza del Mare nel corso
delle campagne di indagine.
Esposti i lingotti che facevano parte di un prezioso carico trasportato da un'antica nave naufragata a qualche centinaio di metri dalla costa gelese, ad una profondità di circa cinque metri. I lingotti sono di un
metallo particolare, chiamato
"oricalco", definito l'Oro di Atlantide
Una lega di rame e zinco simile al
nostro ottone e considerato
nell'antichità un metallo prezioso e al
terzo posto per valore commerciale
dopo l'oro e l'argento.
 La scoperta dei lingotti di oricalco è tra
le più importanti di questi ultimi anni: oltre ad essereu n unicum come
ritrovamento, i reperti finora
conosciuti forgiati con questa lega
sono molto rari. Esposti inoltre due
elmi corinzi provenienti dai fondali di
contrada Bulala: si tratta di due oggetti
molto simili tra di loro, inquadrabili
nella tipologia dell'elmo diffuso in
Grecia tra il 650 e il 450 a.C. Sono
costituiti da un'ampia calotta con
paranaso rettangolare allungato e da
due ampie paragnatidi. Una fila di
piccoli fori presenti lungo tutto il bordo
serviva per il fissaggio di fodere in
cuoio all'interno.
Gli elmi possono essere datati
nell'arco del VI sec. a.C.
Fra i più significativi reperti anche un
exaleiptron (cothon) di importazione
corinzia con decorazione geometrica
databile dalla seconda metà alla fine
del VI secolo a.c., una macina in pietra
lavica con inserto in legno e un'ancora
in piombo e legno. La mostra è stata
inaugurata dal Soprintendente del Mare
Sebastiano Tusa e dal Direttore del
Museo di Gela Ennio Turco. Il restauro
di alcuni dei reperti esposti, è stato
effettuato grazie al supporto del Club
per l'Unesco di Gela.
 "Le ricerche nel mare di Gela
proseguono con risultati di grande
rilievo scientifico e soprattutto
garantendo la tutela del patrimonio
culturale subacquea di questa zone
della Sicilia. I reperti che si
mostreranno al pubblico di Gela sono
stati recuperati nel corso di queste
ricerche nell'area del relitto che portava
i lingotti di oricalco. Si tratta di
ceramiche, lingotti e due temi corinzi in
bronzo che, dopo lo studio e le
operazioni di restauro effettuate
presso la Soprintendenza ritornano a
Gela, così come abbiamo sempre fatto
con tutti i reperti provenienti da questo
mare"

martedì 10 aprile 2018

LA SALSICCIA DI SEPPIA

Gela riscopre una tradizione gastronomica che rischiava di essere dimenticata: la salsiccia di seppia. Questa antica ricetta affonda le sue radici nella pesca locale, visto che il Golfo di Gela è sempre stato molto pescoso specialmente di seppie e triglie. Oggi la seppia è molto apprezzata sui mercati ittici, ma in passato veniva considerato un piatto povero e alcuni gelesi dell'epoca si ingegnarono per sfruttare l'eccedenza di questo prodotto che a volte veniva persino scartato.
Anche la "polpetta di seppia" che comunemente si trova nei ristoranti gelesi e del comprensorio ha origine da questa storia.
 Alcuni macellai pensarono di provare ad insaccare la seppia nel budello del maiale, così come si usa fare per la salsiccia, magari utilizzando un composto misto di carne e pesce, per compensare il costo della carne che all'epoca era decisamente più costosa della seppia. Questo prodotto rimase a conoscenza di poche persone, non riuscì a farsi spazio nei mercati e lentamente venne dimenticato. Proporre carne e pesce in un'unica portata, infatti, era una trovata troppo rivoluzionari a per i gusti dell'epoca.
Oggi grazie all'impegno di due società gelesi, Maredamare dei F.lli Di Dio e Appeteating, la giovane start-up guidata dallo chef Totò Catania, questa tradizione "è tornata di moda" sulle tavole dei gelesi.
Gelesi che hanno così ritrovato un pezzo della loro storia e delle loro tradizioni che rischiava di andare perduto.

sabato 7 aprile 2018

L' IMMACOLATA

 
 Lo sparo di dodici colpi a cannone e lo scampanio festoso dalla Chiesa di San Francesco d’Assisi annunciano l’inizio dei festeggiamenti in onore dell’Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria, patrona principale della Sicilia. I fedeli che in osservanza di una tradizione antica, rinnovano il rito di venerazione della sacra effige con il canto dello Stellario. Celebrazioni religiose, manifestazioni di carattere culturale, eventi di natura musicale e di carità scandiscono il procedere del Novenario, in preparazione alla festa. Numerosi gli appuntamenti che vedono coinvolte diverse realtà di Gela: dalle associazioni che si occupano dell’assistenza ai poveri a quelle che si prendono cura delle mamme in attesa e della vita nascente, dai giovani della città ai portatori del simulacro. Particolare attenzione viene data alla celebrazione del Sacramento della Riconciliazione e alla celebrazione dell’Inno Akathistos. I successivi appuntamenti vedo coinvolte diverse figure presbiteriali.. Il tutto si concluderà giorno 8 dicembre con il solenne pontificale alle ore 11 presieduto dal Vescovo Mons. Rosario Gisana, alla presenza delle autorità civili e militari della città. Il sindaco, a nome della città, rinnova il voto di fedeltà accendendo la lampada posta sull’altare. Nel pomeriggio con l’antico canto delle litanie prenderà avvio la solenne processione del simulacro per le vie della città. Caratteristiche sono le tradizionali "corse", che coinvolgono l'intera processione.




 Al termine, la festa si conclude con gli spettacolari giochi pirotecnici.

venerdì 6 aprile 2018

SAN MARTINO

L' 11 Novembre è un giorno di festa per i cittadini gelesi. Lo stesso giorno viene organizzata la sagra "U vinu bonu", la sagra del vino gelese.


Nel centro storico rivivono i vecchi mestieri della tradizione gelese, come la raccolta del cotone e della liquirizia, la produzione di scope con palma nana chiamatu u scupazzu, la produzione di prodotti caserieri e produzioni di prodotti di pastificio. Da non dimenticare la pesca sia della spugna che del pesce locale.

 Tutto è accompagnato da antichi canti e performance teatrali, antiche poesie e serenate della tradizione gelese. Tutto il giono si può degustare il vino locale e la salsiccia locale in maniera gratuita. 



Da un punto di vista religioso, la festa ricorda San Martino di Tours. Si racconta che in una notte d'inverno, mentre era di ronda, incontrò un povero viandante che soffriva il freddo, e non avendo denaro da dargli, tagliò a metà il proprio mantello affinché il mendicante avesse qualcosa con cui coprirsi. Perciò san Martino, oltre a essere il protettore dei militari, lo è anche   dei pellegrini.


giovedì 5 aprile 2018

La Madonna delle Grazie

Nel convento dei Padri Cappuccini Minori di Gela si venera la Madonna delle Grazie verso la quale gli abitanti della città nutrono grande devozione. La festa in suo onore si celebra il 2 luglio con la solenne processione del simulacro rappresentante la Vergine con il Bambin Gesù.
La mattina, oltre a numerose Messe, si tiene la caratteristica "asta delle pecore", il cui ricavato viene devoluto in beneficenza.


In occasione della ricorrenza, oltre alla “promessa del viaggio scalzo” per le grazie ricevute, i fedeli recano in segno di omaggio dei grandi ceri votivi: “i cannili”. Un’antica usanza tramandata fino ai nostri giorni vuole che la festa sia dedicata alla benedizione dei bimbi.





La processione inizia alle ore 15.30 circa dalla Chiesa dei P.P. Cappuccini e, snodandosi per le vie centrali della città, si conclude a tarda sera, alle ore 24.00 circa.


Durante la processione, il corteo è più volte fermato affinché si possa permettere ai fedeli di esprimere il proprio “voto”; si assiste, tra il tripudio della immensa folla, a bordate di fuochi di mortaretti e continue svestizioni  di bambini, alzati verso il cielo dalle mani di un frate cappuccino, sotto il simulacro della Madonna ed intramezzate da preghiere e canti. Un momento particolarmente toccante è sicuramente la sosta presso l'ospedale, per permettere anche agli ammalati di partecipare al rito.







Gli abiti dei bambini, offerti alla Madonna delle Grazie, verranno poi riacquistati dai genitori e le offerte ricavate sono destinate ai poveri della città. La notte chiude la festa il tradizionale "casteddu i focu" , caratterizzato da spettacolari giochi pirotecnici.

venerdì 16 marzo 2018

LE CENE DI SAN GIUSEPPE

La Cena di San Giuseppe a Gela è una ricorrenza molto importante per le famiglie gelesi, esiste da secoli e il suo scopo è offrire del cibo a gente bisognosa. I preparativi iniziano fin dai primi di gennaio, quando si va a chiedere l'elemosina casa per casa, mentre tra la fine di febbraio ed i primi di marzo si inizia a fare una struttura in legno coinvolgendo vicini amici e parenti. Essa viene poi arredata con lenzuola ricamate e tantissimo cibo. Tutto questo è accompagnato da un periodo di festa fino ad arrivare ai due giorni del 18 e 19.
Il 18 alle ore 12:00 si aprono le Cene di San Giuseppe e inizia la visita delle persone fino a mezzanotte, ora in cui, leggenda dice, entra una colombina (a palummeddra), che benedice la Cena, cui segue una festosa veglia.
Nella Cena viene rappresentata la parte culinaria più stravagande tipica della città come: le forme del pane raffuguranti Gesù, Giuseppe e Maria, i dolci caratteristiche della zona e tanto altro.
A mezzogiorno la famiglia, rappresentan do Gesù, Giuseppe e Maria,arriva bussando per tre volte. La terza volta viene aperta la porta ed entra nella gioia generale. Che il pranzo abbia inizio!