Al termine, la festa si conclude con gli spettacolari giochi pirotecnici.
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sabato 7 aprile 2018
L' IMMACOLATA
Al termine, la festa si conclude con gli spettacolari giochi pirotecnici.
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venerdì 6 aprile 2018
SAN MARTINO
L' 11 Novembre è un giorno di festa per i cittadini gelesi. Lo stesso giorno viene organizzata la sagra "U vinu bonu", la sagra del vino gelese.
Nel centro storico rivivono i vecchi mestieri della tradizione gelese, come la raccolta del cotone e della liquirizia, la produzione di scope con palma nana chiamatu u scupazzu, la produzione di prodotti caserieri e produzioni di prodotti di pastificio. Da non dimenticare la pesca sia della spugna che del pesce locale.
Tutto è accompagnato da antichi canti e performance teatrali, antiche poesie e serenate della tradizione gelese. Tutto il giono si può degustare il vino locale e la salsiccia locale in maniera gratuita.
Da un punto di vista religioso, la festa ricorda San Martino di Tours. Si racconta che in una notte d'inverno, mentre era di ronda, incontrò un povero viandante che soffriva il freddo, e non avendo denaro da dargli, tagliò a metà il proprio mantello affinché il mendicante avesse qualcosa con cui coprirsi. Perciò san Martino, oltre a essere il protettore dei militari, lo è anche dei pellegrini.
Da un punto di vista religioso, la festa ricorda San Martino di Tours. Si racconta che in una notte d'inverno, mentre era di ronda, incontrò un povero viandante che soffriva il freddo, e non avendo denaro da dargli, tagliò a metà il proprio mantello affinché il mendicante avesse qualcosa con cui coprirsi. Perciò san Martino, oltre a essere il protettore dei militari, lo è anche dei pellegrini.
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giovedì 5 aprile 2018
La Madonna delle Grazie
Nel convento dei Padri Cappuccini Minori di Gela si venera la Madonna delle Grazie verso la quale gli abitanti della città nutrono grande devozione. La festa in suo onore si celebra il 2 luglio con la solenne processione del simulacro rappresentante la Vergine con il Bambin Gesù.
La mattina, oltre a numerose Messe, si tiene la caratteristica "asta delle pecore", il cui ricavato viene devoluto in beneficenza.
In occasione della ricorrenza, oltre alla “promessa del viaggio scalzo” per le grazie ricevute, i fedeli recano in segno di omaggio dei grandi ceri votivi: “i cannili”. Un’antica usanza tramandata fino ai nostri giorni vuole che la festa sia dedicata alla benedizione dei bimbi.
La processione inizia alle ore 15.30 circa dalla Chiesa dei P.P. Cappuccini e, snodandosi per le vie centrali della città, si conclude a tarda sera, alle ore 24.00 circa.
Durante la processione, il corteo è più volte fermato affinché si possa permettere ai fedeli di esprimere il proprio “voto”; si assiste, tra il tripudio della immensa folla, a bordate di fuochi di mortaretti e continue svestizioni di bambini, alzati verso il cielo dalle mani di un frate cappuccino, sotto il simulacro della Madonna ed intramezzate da preghiere e canti. Un momento particolarmente toccante è sicuramente la sosta presso l'ospedale, per permettere anche agli ammalati di partecipare al rito.
Gli abiti dei bambini, offerti alla Madonna delle Grazie, verranno poi riacquistati dai genitori e le offerte ricavate sono destinate ai poveri della città. La notte chiude la festa il tradizionale "casteddu i focu" , caratterizzato da spettacolari giochi pirotecnici.
La mattina, oltre a numerose Messe, si tiene la caratteristica "asta delle pecore", il cui ricavato viene devoluto in beneficenza.
In occasione della ricorrenza, oltre alla “promessa del viaggio scalzo” per le grazie ricevute, i fedeli recano in segno di omaggio dei grandi ceri votivi: “i cannili”. Un’antica usanza tramandata fino ai nostri giorni vuole che la festa sia dedicata alla benedizione dei bimbi.
La processione inizia alle ore 15.30 circa dalla Chiesa dei P.P. Cappuccini e, snodandosi per le vie centrali della città, si conclude a tarda sera, alle ore 24.00 circa.
Durante la processione, il corteo è più volte fermato affinché si possa permettere ai fedeli di esprimere il proprio “voto”; si assiste, tra il tripudio della immensa folla, a bordate di fuochi di mortaretti e continue svestizioni di bambini, alzati verso il cielo dalle mani di un frate cappuccino, sotto il simulacro della Madonna ed intramezzate da preghiere e canti. Un momento particolarmente toccante è sicuramente la sosta presso l'ospedale, per permettere anche agli ammalati di partecipare al rito.
Gli abiti dei bambini, offerti alla Madonna delle Grazie, verranno poi riacquistati dai genitori e le offerte ricavate sono destinate ai poveri della città. La notte chiude la festa il tradizionale "casteddu i focu" , caratterizzato da spettacolari giochi pirotecnici.
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venerdì 16 marzo 2018
LE CENE DI SAN GIUSEPPE
La Cena di San Giuseppe a Gela è una ricorrenza molto importante per le famiglie gelesi, esiste da secoli e il suo scopo è offrire del cibo a gente bisognosa. I preparativi iniziano fin dai primi di gennaio, quando si va a chiedere l'elemosina casa per casa, mentre tra la fine di febbraio ed i primi di marzo si inizia a fare una struttura in legno coinvolgendo vicini amici e parenti. Essa viene poi arredata con lenzuola ricamate e tantissimo cibo. Tutto questo è accompagnato da un periodo di festa fino ad arrivare ai due giorni del 18 e 19.
Il 18 alle ore 12:00 si aprono le Cene di San Giuseppe e inizia la visita delle persone fino a mezzanotte, ora in cui, leggenda dice, entra una colombina (a palummeddra), che benedice la Cena, cui segue una festosa veglia.
Nella Cena viene rappresentata la parte culinaria più stravagande tipica della città come: le forme del pane raffuguranti Gesù, Giuseppe e Maria, i dolci caratteristiche della zona e tanto altro.
A mezzogiorno la famiglia, rappresentan do Gesù, Giuseppe e Maria,arriva bussando per tre volte. La terza volta viene aperta la porta ed entra nella gioia generale. Che il pranzo abbia inizio!
Il 18 alle ore 12:00 si aprono le Cene di San Giuseppe e inizia la visita delle persone fino a mezzanotte, ora in cui, leggenda dice, entra una colombina (a palummeddra), che benedice la Cena, cui segue una festosa veglia.
Nella Cena viene rappresentata la parte culinaria più stravagande tipica della città come: le forme del pane raffuguranti Gesù, Giuseppe e Maria, i dolci caratteristiche della zona e tanto altro.
A mezzogiorno la famiglia, rappresentan do Gesù, Giuseppe e Maria,arriva bussando per tre volte. La terza volta viene aperta la porta ed entra nella gioia generale. Che il pranzo abbia inizio!
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